Cos’è il reshoring e quali sono i suoi effetti

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Sentiamo e leggiamo sempre più spesso su quotidiani e web la parola reshoring. Ma cosa significa e perché è diventato così urgente nel settore energetico avere una filiera autonoma e indipendente? Proviamo a spiegare quali sono le ragioni che hanno reso tanto popolare questo termine.

Dall’estrazione dei materiali alla costruzione dei componenti: il reshoring, ovvero il fenomeno di rientro a casa delle diverse fasi della produzione, sarà fondamentale per lo sviluppo delle energie rinnovabili in Europa, consentendo di diventare indipendenti dall’estero e autonomi nell’approvvigionamento delle materie prime.

 

Il reshoring ha bisogno di competenze in loco

Fonti naturali, come vento e sole, non sono però le uniche cose di cui hanno bisogno gli impianti di energia rinnovabile.
Servono, infatti, competenze tecnologicheefficienza nella produzione di componenti chiavei materiali con cui costruirli.

Diversi di questi fattori sono oggi concentrati in aree del mondo lontane dall’Europa. Per questo, agli investimenti in nuovi impianti solari ed eolici si accompagna un importante sforzo di reshoring: il trasferimento della lavorazione di materiali e componenti “in casa” oppure, nel caso del nearshoring, la rilocalizzazione in un Paese più vicino possibile a quello in cui ha sede l’azienda.

 

Le mosse dell’Europa e il Critical Raw Materials Act

Le rinnovabili che usano principalmente materie prime critiche come litio, nickel e silicio sono presenti per lo più in paesi latino-americani (Cile e Argentina o nei Paesi asiatici).

L’Unione Europea si sta muovendo per assicurare la fornitura dei minerali indispensabili per la filiera dell’energia verde e per quella del digitale.

Il Critical Raw Materials Act, la proposta di legislazione UE sulle materie prime critiche presentata a marzo del 2023, ha l’obiettivo, entro il 2030, di:

  • riciclare e recuperare almeno il 15% delle materie prime critiche;
  • estrarre da miniere europee almeno il 10% delle stesse;
  • riportare in Europa almeno il 40% della lavorazione delle materie prime critiche.

Nel complesso, quindi, entro il 2030 il consumo annuale di ciascuna materia prima strategica in ogni fase di lavorazione non dovrà provenire da un unico Paese terzo per più del 65%. 

 

Gli obiettivi tecnologici dell’UE

L’autonomia dei materiali è il presupposto su cui costruire l’autonomia delle tecnologie.

Sempre nel 2023, l’Unione ha presentato il programma ‘Net Zero Industry Act’ (NZIA), che ha l’obiettivo di rafforzare la capacità produttiva europea di tecnologie rinnovabili e renderla più competitiva.

È in questa direzione che si muove l’esperienza della Gigafactory 3Sun di Enel Green Power a Catania, che a regime produrrà 3 GW all’anno di pannelli solari sviluppando inizialmente moduli fotovoltaici bifacciali

basati su tecnologia HJT e, successivamente, con la tecnologia Tandem produrrà celle fotovoltaiche ancora più efficienti e competitive.

Impianti di produzione di grandi dimensioni, come 3Sun, sono fondamentali per innescare le economie di scala necessarie a rendere sostenibile la filiera europea. Un ottimo esempio di reshoring!

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