Mense scolastiche sostenibili: Gostoli (Rete Comuni Sostenibili) rilancia la sfida contro lo spreco alimentare

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“La mensa scolastica è un elemento strategico per la lotta allo spreco alimentare. Noi siamo convinti che attraverso una mensa scolastica sostenibile si possa andare a ridurre lo spreco alimentare e dare un contributo al raggiungimento degli obiettivi di Agenda 2030”. Con queste parole Giovanni Gostoli, direttore generale della Rete dei Comuni Sostenibili, ha aperto il suo intervento al convegno promosso da PlanEat, “Innovazione digitale e politiche pubbliche per la riduzione dello spreco alimentare nelle scuole”, ospitato alla Camera dei Deputati.
Un modello che funziona: qualità, organizzazione e partecipazione
Gostoli ha ricordato come in molte realtà italiane siano già attivi percorsi partecipati che coinvolgono amministrazioni, famiglie, scuole e gestori del servizio. “In giro per l’Italia ci sono tanti comuni che stanno attivando percorsi partecipati, che puntano alla qualità del prodotto, all’organizzazione, all’educazione, che stanno dando risultati importanti”.
Secondo il direttore della Rete dei Comuni Sostenibili, il primo errore da evitare è la logica del massimo ribasso nelle gare d’appalto: “Quando la mensa è vista solo come un costo e non come un investimento diventa un problema. Quando invece al centro c’è la qualità del prodotto, molto spesso gli sprechi si riducono”.
Filiera corta e monitoraggio: i pilastri della mensa sostenibile
Gostoli ha evidenziato tre elementi chiave per trasformare la mensa scolastica in un presidio di sostenibilità:
• Qualità e filiera corta — L’utilizzo di prodotti tipici locali e stagionali migliora il servizio e riduce gli sprechi.
• Organizzazione efficiente — Una gestione attenta dei processi permette di ottimizzare porzioni, menù e approvvigionamenti.

• Monitoraggio dei dati — “Per combattere lo spreco occorre avere dati sulle grammature delle eccedenze e sulla tipologia, per orientare i menù. Il monitoraggio è fondamentale, non per la gestione del rifiuto ma per prevenire lo spreco”.

Le criticità: competenze e risorse per la transizione
Non mancano però le difficoltà. Gostoli ha sottolineato la carenza di competenze interne nelle amministrazioni per applicare correttamente i Criteri Ambientali Minimi (CAM) e la necessità di risorse economiche per accompagnare la transizione verso mense realmente sostenibili.

Un passaggio cruciale riguarda la misurazione dello spreco: “Lo spreco alimentare deve diventare un indicatore di qualità di un servizio fondamentale nelle comunità locali”. Un parametro che, se adottato in modo sistematico, può guidare le politiche pubbliche e migliorare l’impatto ambientale, sociale ed educativo delle mense scolastiche.

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