L’export agroalimentare italiano chiude il 2025 con un nuovo massimo storico: quasi 73 miliardi di euro, in crescita del 5% rispetto all’anno precedente. Un risultato che conferma il Made in Italy come uno dei pilastri economici del Paese e come simbolo globale di qualità, sicurezza e cultura alimentare.
Un boom che parla di qualità, identità e sostenibilità
Secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat, la crescita dell’export avviene nonostante tensioni geopolitiche, dazi e rallentamenti in alcuni mercati strategici. La Germania resta il primo mercato di destinazione (11,2 miliardi), seguita dalla Francia che supera gli Stati Uniti, frenati dai dazi.
Questo risultato non è solo economico: racconta un cambiamento culturale. Il cibo italiano è sempre più percepito come modello di stile di vita sostenibile, fatto di:
- filiere corte e tracciabili
- prodotti freschi e stagionali
- dieta mediterranea come riferimento globale
- attenzione crescente a salute, benessere e impatto ambientale
Stili di vita alimentari: perché il mondo sceglie il modello italiano
L’aumento dell’export si intreccia con una trasformazione profonda dei consumi internazionali. I mercati premiano sempre più:
- prodotti naturali e poco processati
- etichette trasparenti e origine certificata
- riduzione degli sprechi e packaging sostenibile
- alimentazione equilibrata, ricca di vegetali, cereali integrali, olio extravergine
Il Made in Italy risponde perfettamente a queste esigenze, grazie a una tradizione che unisce gusto, salute e sostenibilità. Non a caso, Coldiretti sottolinea come l’obbligo europeo di indicazione dell’origine sarebbe decisivo per valorizzare ulteriormente la qualità italiana e tutelare i consumatori.
Il ruolo della sostenibilità nella crescita dell’export
La spinta verso i 73 miliardi non è solo frutto della reputazione gastronomica, ma anche di un’evoluzione delle filiere:
- investimenti in energie rinnovabili e riduzione delle emissioni
- agricoltura di precisione e tecnologie digitali
- gestione sostenibile delle risorse idriche
- economia circolare nelle produzioni e nei processi
Questi elementi rendono il cibo italiano competitivo non solo per qualità, ma anche per responsabilità ambientale, un valore sempre più richiesto dai consumatori globali.
Verso i 100 miliardi entro il 2030
Coldiretti indica un obiettivo ambizioso ma realistico: raggiungere 100 miliardi di export entro il 2030, a condizione di intervenire su trasparenza, logistica e infrastrutture, che oggi pesano per 9 miliardi l’anno.
Il potenziale è enorme: la domanda internazionale di prodotti sostenibili, salutari e di alta qualità è in crescita costante, e il modello alimentare italiano è perfettamente posizionato per guidare questa transizione.



















